Durante gli ultimi mesi, uno degli argomenti più discussi riguardo all’opera The Cide è stato il dibattito sull’appropriatezza o meno dell’appellativo “comic 2.0”.
Secondo alcuni, tra i quali anche noi, lo staff di Videns Pictures, tale appellativo è molto appropriato per due motivi fondamentali: innovazione ed interattività.
Credevamo ci fosse poco da discutere a riguardo, ma le critiche non sono mancate. Per fortuna sono state superate di gran lunga da un atteggiamento di curiosa attesa da parte di molti, una sorta di: “Vediamo come se la cavano e poi tiriamo le somme”. Alcuni puristi della carta stampata invece hanno dato addosso al progetto sfogliando soltanto poche pagine e sparando giudizi affrettati.
Non è mia intenzione giudicarli, ne mettere in dubbio la loro onestà intellettuale, perché The Cide deve rispetto alla carta stampata in quanto diretta conseguenza di essa e del fumetto classico. Ma chi critica a priori è della stessa pasta di chi, negli anni ’30 mostrava scetticismo verso le idee di Jerry Siegel e Joe Shuster che, unendo le loro menti ed i loro cuori, creavano insieme le avventure di un alieno sceso sulla terra involontariamente ed in costante conflitto morale rispetto all’uso dei propri enormi poteri… il cui nome era Superman.
Non è assolutamente mia intenzione proporre paragoni di cui non reggerei minimamente il confronto. Ho soltanto usato un esempio per fare presente che l’opinione nei confronti di un’opera, a mio avviso, al di là del proprio contenuto, dovrebbe essere sorretta da una piena conoscenza di essa, e non da ragionamenti per partito preso.
Luogo comune? E’ possibile, anzi, probabile. Ma un’opinione non si nega a nessuno.
Cristiano Malacrino.
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volevo farvi i complimenti per l’idea e la sua realizzazione nonché sul prodotto finale che trovo molto bello.
Credo che la vostra definizione di Comic 2.0 sia perfetta, non lo si può definire un fumetto ma neanche un film come letto anche nell’articolo di komix.it ma rappresenti un ibrido.
Questo suo enorme pregio cioé quello di creare qualcosa che prima non c’era sia anche il suo difetto. Essendo una opera prima presenta dei difetti riscontrabili nella grammatica del linguaggio, difetti magari non individuabili in preventivo visto che prima di questo non esisteva niente.
Elenco qui alcune mie impressioni:
-lunghezza… essendo abituato alla rapidità dei servizi di internet legati allo spettacolo(ex. youtube), credo che in base al mezzo (computer) l’opera sarebbe dovuta essere più corto o spezzatata
-giramento delle pagine…non lo trovo un difetto ma ragionando sempre sul mezzo, ho pensato che forse sarebbe stato più congeniale usare un effetto simile a quelli di powerpoint quindi o fare le vignette a comparsa oppure intera pagina
….
sulla storia avrei solo un appunto, in alcune situazioni manca la verosimiglianza essenzialmente nella scelta degli attori (che capisco possa essere stata fatta per necessita) ma in alcune posizioni come direttore o polizziotto ci sarebbe dovuto essere una persona più grande d’età.(può sembrare un semplice dettaglio ma tanti dettagli formano l’opera)..
ehh. luv it..
Io sono una grande fan del fumetto cartaceo eppure questo lavoro l’ho trovato bellissimo,originale e curato nelle piccole cose.
Poi stare a discutere se sia un capolavoro o meno e come discutere della ruota di duchamp.
Ah,in più mi pare che il lavoro è autoprodotto vero?nessun “finanziamento”come viene chiamato qui giusto?
Questo per me dice tutto.
Più che mischione direi “convergente”.
Molto dal punto di vista tecnologico e meno dal punto di vista dei contenuti.
Per essere “originale” in quanto il primo comic 2.0 è un dato di fatto.(anche se non ho controllato tra gli e-book se esiste qualcosa di simile ma non credo). Quindi 0 discussioni. E’ unico.
E’ un capolavoro… Virtuale.
mischione?
scusa mi definisci “capolavoro” allora?
qui stiamo parlando di qualcosa che non ha precedenti, di lavoro autoprodotto, di ispirazione autentica non emulazione sterile.
mah!
Secondo me l’uso del termine è improprio, stiamo paragonando questo mischione a dei capolavori, ma per piacere fate silenzio un pò tutti quanti…
Geniale l’idea di sfruttare l’avvento del Web 2.0 associando questo vostro fantastico progetto come Comic 2.0! Stima per voi.
Non e’ un vero e proprio fumetto, a volte ricorda un videogioco (delle migliori serie di avventure grafiche), ho letto tutto d’un fiato i due numeri … secondo me non e’ confrontabile con la carta stampata, ha una sua propria vita e dignita’, altro che fratello minore …
Fatto sta che sto a rota del numero 3 … sul sito … sbrigatevi … :O)
Amo i fumetti, ci sono cresciuta e ci convivo ancora oggi e mi sono approcciata a The Cide con scetticismo..eppure non ho potuto fare a meno di ricredermi e di apprezzarlo!
Skunk, anche il più grande fan del fumetto cartaceo, se obbiettivo, non può negare l’originalità di tutto il progetto e soprattutto la bellezza di un’innovazione di questo tipo.
Grazie Salvo, noto che l’educazione dalle tue parti non è di casa. Porgo l’altra guancia comunque.
sai che penso skunk? ma vatti a leggere topolino uazuaz
Non è il fatto di apertura mentale, ma di sostanza! Il prodotto nel suo complesso l’ho visto e come!!!!! Più che un’evoluzione la vedo come un fratello minore del fumetto….Poi attento non ho detto che non mi piace, anzi apprezzo lo sforzo di queste persone e spero che siano giovani..se magari sono stati finanziati mi casca ancora di più il mito. Voglio vedere gli altri fan del fumetto cartaceo cosa ne pensano.
Sì Skunk, bella argomentazione….non posso che essere d’accordo con te….
Ma dai su, un po’ di apertura mentale!!! E’ (con le dovute proporzioni) come quando al cinema muto vennero aggiunte le parole…cambierà la forma, ma non la sostanza e io sono dell’idea di vedere il prodotto nel suo complesso prima di giudicare… poi vabbè, lo scetticismo, da sempre, è fedele compagno di viaggio dell’innovazione…
Concordo in parte Lenh, ma un fumetto cartaceo resta sempre un fumetto….si belli gli effetti…però….no?
Vorrei spezzare una lancia a favore della definizione “Comic 2.0″, che ritengo appropriata. Non perchè The Cide pretenda di essere necessariamente l’evoluzione del fumetto classico, ma perchè con i suoi elementi di novità, dalle musiche alle animazioni, dalla tecnica realizzativa al contesto di pubblicazione, rappresenta indubbiamente un prodotto originale e un “passo avanti” rispetto alla tradizione. Se poi questo modello si affermerà realmente come Comic 2.0, beh, solo il tempo potrà dirlo…