
Il processo di creazione di The Cide comprende cinque fasi: la stesura, le riprese, l’impaginazione ed “effettaggio” delle foto, la sovrapposizione di animazioni, l’inserimento finale nel fumetto virtuale con relativa scelta di suoni e colonna sonora.
Viste le numerose domande che ci sono arrivate, ho deciso di scrivere e “svelare”, almeno in parte, qual è il processo che trasforma le fotografie in The Cide. Perchè di fotografie si tratta, se ancora non fosse chiaro a qualcuno.
Per sviluppare un sistema che funzionasse per tutte le tipologie di foto (chiare, scure ecc…) abbiamo passato quasi 3 mesi a lavorare su Photoshop. La difficoltà maggiore era nel trovare una macro che fosse universale.
Il risultato di questi esperimenti, è un’operazione che prende la foto originale, la rende più piatta e omogenea, e ne fa risaltare sia le parti chiare che le parti scure. Dopodichè vengono fatti risaltare i colori sul gialloverde e applicati numerosi filtri che danno al tratto delle sembianze più “fumettistiche”.

L’ultima fase è stata la più complessa da creare, perchè si trattava di avere un effetto “sporco” che ricordasse un pò l’acquerello, e soprattutto che non fosse sempre uguale. L’ultimo processo appunto posiziona delle “pellicole” sopra l’immagine. La trovata è stata questa: ci sono 46 diverse “pellicole” che però interagiscono con l’immagine in base al colore e alla saturazione, quindi l’effetto è sempre diverso.
Potrete farci caso solamente in alcuni casi che si ripetono (come uno sfondo rosso) dove si riesce vagamente a percepire lo stesso tipo di sovrapposizione.
In alcuni casi (come l’immagine a sinistra), oltre al classico effetto abbiamo dovuto inserire elementi non esistenti (la croce) cambiare il colore di qualcosa (il grano da giallo a cremisi) e togliere delle cose dalla scena (gli alberi e i tralicci).
Nell’immagine sottostante potete vedere ogni singolo passaggio dalla foto originale (in basso a sinistra) a l’effetto completato (in alto a destra).

Ho cercato di essere il più chiaro possibile, semplificando di molto il lavoro che in realtà è stato svolto. Spero di essere stato esaustivo e di avervi tolto un pò di curiosità.
Daniele “Zed” Berretta
Its good as your other posts , thanks for posting . – There is no sadder sight than a young pessimist. Mark Twain 1835 1910
Thanks a lot, you have lifted my spirits immensely. Now why don’t you add a bit more fact to the article?
I was suggested this blog by my cousin. I’m not sure whether this post is written by him as no one else know such detailed about my trouble. You’re wonderful! Thanks!
Do you have a spam issue on this blog; I also am a blogger, and I was wanting to know your situation; many of us have developed some nice procedures and we are looking to exchange techniques with other folks, why not shoot me an email if interested.
HURRAY! can’t minstrel. thank himself by what name no end.
Gday, I was looking when it reaches this page using my Blackberry and this is apparently somewhat weird. Guessed you’d would wish to know. It is the excellent post nevertheless, couldnt mess that up.
Thanks very much for sharing a lot of this good content! I am looking forward to checking out more blogs.
grazie!
mi rimane difficile capire COME CAZ AVETE FATTO A FARE UNA QUANTITA’ COSI’ DISUMANA DI TAVOLE!!!
io ci avrei messo 6 mesi a fare solo l’introduzione uazuazuazuaz!
ca**o che stile siete delle belve!!!!!!
rispondo ad Ans Shuffle.
Si, ma non solo. La questione era appunto far fondere diversamente questi livelli a quello sottostante in base al suo colore.
C’è da dire che, effetti a parte, le foto di partenza sono fichissime!
Con pellicole intendi dei livelli che portano diverse opzioni di fusione?